Usare una foto trovata online: cosa rischi e come metterti in regola
Hai pubblicato una foto presa da Google? Quando è violazione, la differenza tra foto semplice e opera fotografica, quanto si paga e come rispondere a una richiesta.
Pubblicare una fotografia trovata online senza l’autorizzazione di chi l’ha scattata è, nella maggior parte dei casi, una violazione del diritto d’autore, anche se la foto era su Google Immagini, anche se non c’era scritto il nome dell’autore e anche se il sito non guadagna nulla. Il fotografo può chiedere la rimozione e un risarcimento che la legge commisura almeno al prezzo che avrebbe chiesto per la licenza. Esistono però distinzioni importanti: una fotografia semplice è protetta per vent’anni e con regole meno severe di un’opera fotografica, molte richieste di pagamento che circolano sono sproporzionate, e usare immagini in modo lecito è facile se si conoscono le fonti giuste.
Lo Studio Legale Difesa d’Autore assiste sia i fotografi che vedono le proprie immagini usate senza permesso, sia le aziende e i blogger che ricevono richieste di risarcimento, come descritto nella pagina su diritto d’autore e fotografia. Questa guida spiega la regola e i suoi limiti.
Due tipi di fotografia, due tutele
La legge 633/1941 distingue tra opera fotografica e fotografia semplice. L’opera fotografica (articolo 2, n. 7) è quella con carattere creativo, in cui si riconoscono scelte espressive dell’autore: è protetta come ogni opera dell’ingegno per tutta la vita dell’autore e per settant’anni dopo la morte, con diritti morali e patrimoniali pieni. La fotografia semplice (articoli 87 e seguenti) è l’immagine di persone, cose o fatti della vita priva di quel carattere creativo, come una foto di prodotto, un’immagine documentaria, uno scatto di cronaca: è protetta da un diritto connesso che dura vent’anni dalla produzione e dà al fotografo il diritto esclusivo di riproduzione e diffusione, con un compenso in caso di uso altrui.
Per le fotografie semplici l’articolo 90 fissa una regola che conta molto nelle controversie: se l’esemplare non riporta il nome del fotografo o del committente, l’anno di produzione e, per le riproduzioni di opere d’arte, il nome dell’opera, la riproduzione non è considerata abusiva e nessun compenso è dovuto, a meno che il fotografo provi la mala fede di chi ha usato l’immagine. Questo spiega perché molte richieste di pagamento per foto di prodotto o d’archivio prive di indicazioni vengono respinte. Non vale invece per le opere fotografiche creative, protette anche senza alcuna indicazione.
Cosa non conta
Non conta che la foto fosse facilmente reperibile con una ricerca, perché la disponibilità online non equivale a una licenza. Non conta che il sito o il profilo non abbiano scopo di lucro, perché la violazione prescinde dal guadagno, che incide semmai sul risarcimento. Non conta aver citato la fonte o inserito un link, salvo che la licenza lo preveda. Non conta aver rimosso la foto dopo la richiesta: la rimozione ferma la violazione per il futuro, non cancella quella passata. L’embedding da un social network è un caso a parte: la Corte di giustizia europea considera la comunicazione al pubblico in presenza di misure tecniche che l’autore aveva adottato per limitarla, e la questione resta delicata.
Quanto si paga
L’articolo 158 della legge sul diritto d’autore stabilisce che il risarcimento è liquidato tenendo conto del mancato guadagno e degli utili dell’autore della violazione, e in ogni caso in misura non inferiore al prezzo del consenso, cioè alla licenza che il fotografo avrebbe chiesto. I tribunali italiani aggiungono spesso una maggiorazione per la mancata indicazione del nome, che viola il diritto morale di paternità, e per l’uso prolungato. Per una fotografia usata su un sito aziendale le liquidazioni vanno di norma da qualche centinaio a poche migliaia di euro, in base alla notorietà del fotografo, alla durata e al tipo di uso; cifre superiori riguardano usi pubblicitari e campagne. Le richieste di diverse migliaia di euro per una singola immagine d’archivio su una pagina interna sono quasi sempre negoziabili.
Se hai ricevuto una richiesta di risarcimento
Negli ultimi anni agenzie specializzate inviano in nome di fotografi e banche immagini lettere con richieste di pagamento accompagnate da screenshot. Prima di pagare conviene verificare quattro cose: che chi scrive abbia davvero il mandato del titolare dei diritti; che l’immagine sia esattamente quella indicata e che sia stata effettivamente pubblicata dal tuo sito e non da terzi (per esempio un commento o un embed); che si tratti di un’opera fotografica oppure di una fotografia semplice priva delle indicazioni dell’articolo 90; che la cifra richiesta sia in linea con il prezzo di licenza reale di quell’immagine, verificabile sulle piattaforme di stock. Nel frattempo la foto va rimossa e va conservata la prova di quando e come era stata inserita. Molte richieste si chiudono con un pagamento ridotto o si rivelano infondate; il nostro articolo sulla lettera di cease and desist spiega come rispondere.
Se sei il fotografo
Chi trova una propria fotografia usata senza permesso deve prima acquisire la prova con data certa, poi inviare una diffida con richiesta di rimozione e di pagamento della licenza, e, se non ottiene risposta, agire in via d’urgenza per l’inibitoria e nel merito per il risarcimento, davanti alle sezioni specializzate in materia di impresa. Il deposito delle fotografie e l’indicazione del proprio nome sugli esemplari rafforzano la posizione, soprattutto per le fotografie semplici. Le fotografie di persone pongono inoltre il tema del consenso del soggetto ritratto, regolato dagli articoli 96 e 97 della stessa legge e trattato nella nostra guida al diritto all’immagine.
Come usare immagini in modo lecito
- Fotografie proprie, o commissionate con un contratto che cede i diritti di utilizzazione
- Banche immagini a pagamento, conservando la ricevuta della licenza e rispettando i limiti d’uso (editoriale, commerciale, numero di copie)
- Immagini con licenza Creative Commons, rispettando le condizioni della licenza scelta dall’autore: attribuzione, divieto di uso commerciale, divieto di modifica
- Immagini di pubblico dominio, verificando la scadenza dei diritti e l’eventuale diritto connesso della riproduzione
- Il filtro per licenza d’uso di Google Immagini, come punto di partenza e non come garanzia
- Le eccezioni di legge per cronaca, critica e didattica (articoli 65 e 70), che hanno limiti precisi e non coprono l’uso promozionale
Se hai ricevuto una richiesta di pagamento per una fotografia, o hai scoperto che una tua foto è usata senza permesso, inviaci la lettera o il link. Ti diciamo se la pretesa è fondata e quanto vale davvero. Contattaci o prenota una valutazione gratuita.
Domande frequenti
Le domande che riceviamo da chi ha ricevuto una richiesta di risarcimento per una foto e da chi vuole evitarla.






