Nel campo del procedimento penale, dall’inizio delle indagini preliminari fino al dibattimento, nel corso del quale si formano le prove che il giudice utilizzerà per la sua decisione, l’intelligenza artificiale (IA) sta già avendo un impatto ben più significativo di quanto si possa immaginare. Pensiamo soltanto a tutte le banche dati e agli strumenti utilizzati dalle forze di Polizia per incrociare dati grezzi, o ai riconoscimenti effettuati grazie a SARI, un software che, attraverso l’utilizzo di dati biometrici, consente di identificare i volti delle persone.

Recentemente è stata diffusa la notizia che, entro un anno e solo dopo il via libera del Garante per la privacy, le forze di polizia italiane potrebbero avvalersi dell’ausilio del software Giove. Questo software non solo è capace di incrociare banche dati e accelerare le attività di indagine, ma anche di “prevedere” modalità e luoghi di commissione di reati di particolare allarme sociale mediante l’analisi dei comportamenti di coloro che sono noti alle forze dell’ordine per i loro precedenti penali.

Come ogni fenomeno legato all’innovazione tecnologica, l’utilizzo dell’IA nel settore penale comporta la necessità di confrontarsi con una serie di criticità e opportunità davanti alle quali, probabilmente, sarà necessario individuare nuove categorie logico-giuridiche per fornire risposte esaustive agli interrogativi che si pongono e che si porranno.

Come cambierà il processo con l’intelligenza artificiale? Gli esempi dall’estero

Sta diventando sempre più comune l’utilizzo dell’intelligenza artificiale anche nell’ambito giudiziario. A Shanghai, ad esempio, è già possibile trovare un magistrato-software in grado di riconoscere otto reati, tra cui frodi con carte di credito, guida pericolosa e gestione di un’operazione di gioco d’azzardo. Il programma sarebbe in grado di formulare un’accusa con una precisione superiore al 97% sulla base di una descrizione verbale del caso, riducendo così il carico di lavoro dei magistrati.

Rimangono però molti dubbi e preoccupazioni riguardo all’utilizzo dell’IA in questo ambito, soprattutto in relazione alla possibilità di discriminazioni e al rischio di decisioni errate. Negli Stati Uniti, dove la giustizia predittiva è in uno stato di sviluppo decisamente avanzato, il caso più discusso è quello del Correctional Offender Management Profiling for Alternative Sanctions (COMPAS), il sistema di valutazione del rischio di recidiva utilizzato da diverse corti americane. In quel contesto la Casa Bianca ha presentato l’AI Bill of Rights, un approccio per favorire un incontro tra aziende tecnologiche, ricercatori e società civile e costruire “insieme” un sistema di protezione dei diritti: una prima mossa fondamentale, almeno dal punto di vista simbolico.

In Europa il Regolamento sulla protezione dei dati fissa già alcune regole per le decisioni automatizzate, ma la partita vera si gioca sull’impostazione che il sistema giustizia sceglierà nei confronti di un processo in cui l’elemento dell’intelligenza artificiale sarà sempre più presente.

Indagini, prova e dibattimento: l’analisi completa

L’analisi completa dell’impatto dell’IA sulle tre fasi del procedimento, con i riferimenti normativi e giurisprudenziali, è pubblicata su Agenda Digitale: L’impatto dell’IA sul processo penale: indagini, prova e dibattimento.

Il quadro dopo l’AI Act

Nota aggiornata a settembre 2026. Da quando questo articolo è stato scritto il quadro si è definito. L’AI Act (Regolamento UE 2024/1689) colloca tra i sistemi ad alto rischio quelli destinati all’amministrazione della giustizia e alle attività di contrasto, e vieta espressamente i sistemi che valutano il rischio che una persona commetta un reato sulla sola base della profilazione o dei tratti della personalità. In Italia la legge nazionale sull’intelligenza artificiale ha fissato il principio per cui la decisione sull’interpretazione della legge, sulla valutazione dei fatti e delle prove resta riservata al magistrato, con l’IA ammessa solo come supporto organizzativo e di ricerca. Per la responsabilità civile da danni causati dai sistemi di IA si veda il nostro approfondimento su intelligenza artificiale e responsabilità civile; per la consulenza in materia, la pagina dedicata all’intelligenza artificiale.

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L'impatto dell'intelligenza artificiale sul processo penale: indagini, prova e dibattimento 3
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Avv. Alfredo Esposito
Avv. Alfredo Esposito

Alfredo Esposito è fondatore dello studio legale "Difesa d'Autore" a Napoli, specializzato in diritto digitale, proprietà intellettuale e diritto delle nuove tecnologie. Iscritto nelle liste ufficiali di avvocati anglofoni ed ispanofoni presso ambasciate e consolati internazionali in Italia (USA, Uk, Canada, Spagna). Esperto globale di Intelligenza Artificiale Generativa, scrive di questi temi per Agenda Digitale.