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Il tuo video di protesta non andrà in onda per motivi di Copyright

La polizia statunitense ha imparato un trucco molto scaltro per fare in modo che i propri agenti non finiscano on line sui social, magari in seguito a qualche intervista o dichiarazione non edificante o magari per qualche atteggiamento non particolarmente pacifico durante un’azione di protesta.

Come raccontato in un nostro articolo, per capire come tutto questo risulti possibile bisogna ricordare che Instagram è diventata particolarmente severo con chiunque riproduca materiale coperto da diritto d’autore.
Soprattutto nel caso di video amatoriali con presenza di musica di sottofondo (pensiamo allo streaming di un concerto mandato in diretta dal proprio smartphone), le ripetute violazioni di copyright sulle canzoni possono portare anche ad un blocco o ad una sospensione dell’account.

La polizia di Beverly Hills, famosa città statunitense della contea di Los Angeles, ha ben pensato di sfruttare la policy di Instagram per fare in modo che alcune riprese “non desiderate” venissero bloccate dal social network senza troppi indugi e nel pieno rispetto delle Terms&Conditions.

La modalità è tanto semplice quanto geniale: se un cittadino interagisce con un agente di polizia, magari filmandolo con lo smartphone per mandare successivamente on line il frutto della ripresa video, il poliziotto eseguirà sul proprio telefono ad alto volume una canzone nota (e riconoscibile) che si aggiungerà all’audio della registrazione.
Così facendo, quando il video verrà caricato su Instagram, i filtri del Social Network riconosceranno la canzone coperta da diritto d’autore e bloccheranno il video per violazione di copyright.

In questo video del 16 Gennaio 2021 vediamo l’attivista Sennett Devermont, il cui canale Instagram conta più di 300.000 iscritti, porre domande al poliziotto che inizia a riprodurre Yesterday dei Beatles.

In questo video del 6 Febbraio accade lo stesso, anche qui vediamo come un agente di polizia inizia a riprodurre musica coperta da copyright invece che interagire con l’attivista che gli pone delle legittime domande.

Un comportamento che sembrerebbe inusuale ai più ma che risulta comprensibile alla luce di quanto scritto sino ad ora.

Nick Simmons e Adam Holland, ricercatori del Lumen Database che studia le rimozioni di copyright sui social media, hanno già evidenziato come questa stessa strategia sia stata già utilizzata durante le proteste del movimento Black Lives Matter, con molti social che avevano rimosso i video delle manifestazioni per motivi di tutela del copyright legato alla musica che veniva riprodotta in sottofondo.

Come raccontato a VICE dai due “le forze dell’ordine, o chiunque altro che per motivi di persuasione ideologica che stia cercando di impedire la condivisione online dei video di un particolare evento, devono solo assicurarsi che l’audio protetto da copyright sia presente con chiarezza e a volume sufficientemente riconoscibili sullo sfondo di una protesta o di un altro evento ”


Articolo a cura di Alfredo Esposito

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Street-Art, conservazione delle opere e diritto d’autore: intervista a Millo

MILLO, nome d’arte di Francesco Camillo Giorgino, è uno degli street artist più famosi al mondo.
Puoi trovare le sue opere sui muri di USA, Russia, Cina, Australia, Nuova Zelanda, Tailandia, Argentina, Cile, Marocco, Italia, Spagna, Portogallo, Regno Unito, Olanda, Polonia, Lituania, Bielorussia, Ucraina e altre nazioni sparse per il resto dei cinque continenti.
Il suo prolifico lavoro è al centro del documentario Art Libre, diretto da Luigi Capasso e prodotto da Zoomlab, selezionato nel 2020 al Festival International du Film sur l’Art di Montreal.

Durante una sera di binge-reading su Facebook ho scoperto per caso che il proprietario dell’edificio di Paphos (Cipro) su cui Millo aveva dipinto l’opera “Ready” ha deciso di riverniciare la facciata del palazzo, cancellando il lavoro realizzato nel 2017 durante lo Street Art Square Festival.

Ho deciso per questo di fare un pò di domande all’autore sulla conservazione delle opere di street art e sui rapporti tra street art e diritto d’autore.

Ciao Millo, la prima cosa che mi sono chiesto, vedendo l’opera cancellata, è stata: che sensazione hai provato quando lo hai saputo?

Un grande dispiacere.
So benissimo che una volta realizzato il lavoro può accadere di tutto, ma viverlo resta molto triste, specie quando la notizia arriva come un fulmine a ciel sereno.

in alto l'opera "Ready", nella foto in baso la nuova facciata riverniciata

Parli mai con i tuoi colleghi del tema della conservazione delle opere murarie? Credi possa esistere tra gli street artist una posizione univoca al riguardo?

Raramente si parla di questo aspetto, solitamente quando siamo insieme cerchiamo di discutere sempre di altri argomenti, ad ogni modo personalmente sono molto favorevole, tuttavia considerando che quasi tutti gli artisti di questo movimento sono in vita reputo fondamentale chiedere, in caso di un possibile intervento, un parere.

La tua ultima opera che ho visto dal vivo è stata a “Open” a Pianura, quartiere di Napoli dove ho vissuto i primi 13 anni della mia vita: mi ha colpito molto vederne l’impatto territoriale, e mi viene spontaneo chiederti che rapporto di interazione si instaura tra te e i luoghi in cui realizzi i tuoi lavori.

Ogni invito, ogni viaggio e ogni luogo nel quale ho la fortuna di dipingere è una sfida.
Pianura purtroppo è un quartiere rimasto un po più indietro rispetto agli altri della città ed è per questo che si è deciso di “portare” proprio lì, qualcosa. Devo dire che i primi giorni c’è stata una certa diffidenza nei miei confronti, cosa alla quale sono abituato, a dirla tutta mi sembra giusta e normale, d’altronde arrivo da una città diversa, salgo su di un cestello e poi realizzo una grande opera..insomma, non proprio la cosa più ovvia del mondo, tuttavia in tanti nel quartiere conoscevano le opere di Jorit e nonostante la diffidenza, da subito hanno provato interesse, hanno chiesto, si sono informati…dopo due giorni, alle prime linee di colore, ero già a prendere caffè ad ogni ora.
Ogni luogo è così, è unico.
Ed è impossibile non interagire con le persone, ma soprattutto è quello che amo di questo lavoro

"Open" by Millo - per gentile concessione dell'artista


La gestione del diritto d’autore delle opere di street art è un tema molto sentito tra gli addetti al settore, che spesso lamentano giustamente di non vedere rispettati i propri diritti di natura morale e patrimoniale. 
Dato che tu hai avuto modo di prestare alcune tue opere anche a produzioni internazionali (“Closer”, apparsa nella serie Shameless, n.d.r.), che esperienza hai avuto in merito al diritto d’autore in rapporto con la street art?


Sono stato contattato dalla Warner Bros, la quale mi ha spiegato il progetto e mi ha chiesto il permesso di poter filmare la mia opera, insomma, nulla di così complicato! Negli ultimi anni, specie con l’avvento dei social, con lo sdoganamento della fotografia si è iniziato a pensare che tutto ciò che è in strada possa non solo essere fotografato ma riprodotto e commercializzato poiché di tutti, ma soprattutto di nessuno. 
C’è urgente bisogno di far studiare soprattutto in determinati settori, penso a quello della comunicazione, il diritto d’autore. Ho smesso di contare le volte ormai in cui ho avuto bisogno di un legale per far valere i miei diritti.

"Closer" by Millo - per gentile concessione dell'artista

Hai lanciato poco prima di Natale, con un sold-out incredibile raggiunto nel giro di poche ore, le Millo surprise bag : pensi che l’uso dell’e-commerce possa diventare una risorsa economica di riferimento per chi lavora nell’ambito dell’illustrazione e della street-art?

Io credo che per determinate tipologie di prodotti, l’e-commerce sia già una risorsa a disposizione degli artisti e moltissimi di noi ne fanno uso costantemente.

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Articolo a cura di Alfredo Esposito
Si ringrazia Eleonora Alvino

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Il Festival della Bellezza viola il Copyright di Maggie Taylor

Il Festival della Bellezza quest’anno godrà della partecipazione di numerosi ospiti (tra cui Massimo Recalcati, Umberto Galimberti e Stefano Bollani), coinvolti per l’edizione che si svolgerà dall’ 11 al 19 Settembre presso l’Arena di Verona.

Come immagine simbolo dell’evento, oramai da svariate edizioni, è stata scelta l’opera digitale “Donna con vestito d’api” dell’artista statunitense Maggie Taylor, famosa nel mondo per le creazioni grafiche surreali basate su dipinti del XVII secolo.

Peccato che l’artista Maggie Taylor non ne sapesse nulla, al punto da informare i propri fan attraverso i social dell’incredibile violazione di Copyright compiuta dalla manifestazione nazionale.

Ecco la traduzione del testo scritto dall’artista Maggie Taylor:

Un fan del mio lavoro mi ha appena avvisato che un festival a Verona, in Italia, utilizza illegalmente molte delle mie immagini per i loro poster e sito web. È anche controverso: si tratta di un festival sull’eros e la bellezza e stanno usando la mia immagine “Ragazza con un vestito da ape” di una ragazza minorenne. La maggior parte degli oratori al festival è composta da uomini. Se qualcuno conosce un media che potrebbe voler scrivere una storia su questo, per favore mi contatti. Che schifo assistere ad una flagrante violazione del copyright! Si chiama Festival della Bellezza e stanno usando la mia immagine su Facebook e Instagram oltre che sul proprio sito e sui propri prodotti!

Leggendo le dichiarazioni dell’artista si potrebbe dedurre che la violazione è confermata: sia la normativa italiana, con la Legge 633 del 1941, che il Copyright Act americano del 1976 puniscono questi illeciti, tutelando sia i diritti creativi e morali dell’artista (che non può subire manipolazioni dell’opera senza previa autorizzazione) sia quelli patrimoniali, per cui sarà prevedibile il riconoscimento di un risarcimento.

Nel caso di un procedimento d’urgenza ex. art 700 c.p.c. i legali dell’artista potrebbero addirittura chiedere una rimozione immediata, a spese dell’organizzazione del Festival, di tutto il materiale già pubblicato con le immagini dell’arista indebitamente utilizzate.

Le nostre domande agli organizzatori del Festival della Bellezza

1- Possibile che una manifestazione con fondi così ingenti non avesse la possibilità di pagare un grafico per la realizzazione di un’immagine ad hoc?

2- Nel caso in cui abbiate riconosciuto nell’opera di Maggie Taylor un elemento così importante da dover essere integrato nella comunicazione visiva del Festival, perché non è stata contattata l’artista per chiedere una doverosa autorizzazione?

Probabilmente queste domande rimarranno insolute anche se ci aiutano a raccontare in maniera ancora più evidente come le violazioni di Copyright, anche ad alti livelli, siano all’ordine del giorno.

Vuoi tutelare il tuo Copyright? Scrivici per capire come fare in maniera semplice e veloce!

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10.000 FLASH (MOB) a tutela del diritto d’autore

Intervista ad Anna Abet (TauVisual) del Cordinamento delle Associazioni di Fotografi Professionisti

Suscita notevole interesse la manifestazione 10.000 FLASH PER UN FLASH MOB organizzata in oltre 20 città italiane dal
Coordinamento delle Associazioni di Fotografi Professionisti, che raggruppa oltre diecimila fotografi professionisti in tutta Italia.

A Napoli, i flash dei fotografi illumineranno Piazza San Domenico per tre minuti dalle 22,00 alle 22,03 di martedì 21 Luglio 2020 per supportare la campagna nazionale che vede impegnati oltre 10.000 fotografi in tutta Italia con l’hashtag #IoLavoroConLaFotografia

Anche i fotografi napoletani, documentaristi, fotogiornalisti, di architettura e cerimonialisti, hanno aderito alla campagna che da oltre un mese è presente sui social con le foto marcate da una C di Copyright infranta, per denunciare l’appropriazione indebita che si opera sul web.

Anna Abet – Coordinamento delle Associazioni di Fotografi Professionisti

Quello dell’appropriazione delle foto altrui è una pratica all’ordine del giorno sul web (di cui abbiamo discusso nel format Inner Talks insieme ai fotografi Paolo Manzo e Glauco Canalis) e molto spesso si conosce la possibilità effettiva con cui rivalersi nei confronti della maggior parte degli utenti che effettuano queste violazioni.

La manifestazione 10.000 flash lavora proverà quindi a sensibilizzare l’attenzione del pubblico sulla funzione irrinunciabile della fotografia come mezzo di comunicazione e sul rispetto dei diritti d’autore che ne derivano.

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Addio ai concerti in diretta su Instagram?

Quante volte ti è capitato di assistere ad un concerto in diretta e di trasmetterlo live sul tuo canale Instagram?

Se da un parte la diretta di un concerto aumenta il grado di fama dell’artista trasmesso, dall’altra, secondo le norme internazionali sul copyright, l’avvio di queste dirette potrebbe costituire una violazione dei diritti d’autore.

Ecco come apparirà la notifica di Instagram in caso di presunta violazione del copyright musicale
(foto: Instagram)

Tutto questo perché nella diretta sarebbero inclusi anche i brani (o parte di essi) depositati presso società di collecting (come la SIAE o LEA in Italia) che dovrebbero riscuotere i diritti per OGNI esecuzione del brano, ivi compresa quella riprodotta attraverso un live streaming in 9:16

Da un punto di vista tecnico, il social network invierà una notifica agli utenti per avvisare se con la trasmissione del contenuto in diretta si porrà in essere una violazione del copyright.

In questo caso la notifica di violazione servirebbe ad evitare la sospensione del live e plausibilmente, in caso di ripetute violazioni, la cancellazione dell’account.

Se da un parte, pensiamo ad esempio ad i dj set, il riconoscimento della violazione sarà più o meno automatico grazie all’esatta corrispondenza del contenuto tutelato con quello trasmesso, per i concerti in diretta il discorso cambia radicalmente.

Quali sono le problematiche dei concerti in streaming?

La maggior parte delle esecuzioni dal vivo infatti non corrisponde pedissequamente ai brani depositati e diffusi su piattaforme come Spotify, trattandosi di riarrangiamenti di cui spesso non c’è traccia nei canali di distribuzione ufficiale.

Si pongono quindi interrogativi sia sull’efficacia degli algoritmi sia sulle possibilità di reclamo in caso di errore sull’infringement del copyright.

Il problema non è di poco conto, considerando che le richieste di tutela per eventuali violazioni spesso non hanno risposta e che l’invio di un reclamo (che dovrà essere fatto in lingua inglese) non è di facile stesura per tutti gli utenti iscritti al social network.

Difesa D’Autore

Hanno chiuso il tuo account Facebook o Instagram o un tuo contenuto originale è stato pubblicato su questi social network senza la tua autorizzazione?

Difesa d’Autore può predisporre immediatamente il tuo reclamo, contattaci via email all’indirizzo segreteria@ difesadautore.it

References: https://about.instagram.com/blog/tips-and-tricks/updates-and-guidelines-for-including-music-in-video/

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