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Il Festival della Bellezza viola il Copyright di Maggie Taylor

Il Festival della Bellezza quest’anno godrà della partecipazione di numerosi ospiti (tra cui Massimo Recalcati, Umberto Galimberti e Stefano Bollani), coinvolti per l’edizione che si svolgerà dall’ 11 al 19 Settembre presso l’Arena di Verona.

Come immagine simbolo dell’evento, oramai da svariate edizioni, è stata scelta l’opera digitale “Donna con vestito d’api” dell’artista statunitense Maggie Taylor, famosa nel mondo per le creazioni grafiche surreali basate su dipinti del XVII secolo.

Peccato che l’artista Maggie Taylor non ne sapesse nulla, al punto da informare i propri fan attraverso i social dell’incredibile violazione di Copyright compiuta dalla manifestazione nazionale.

Ecco la traduzione del testo scritto dall’artista Maggie Taylor:

Un fan del mio lavoro mi ha appena avvisato che un festival a Verona, in Italia, utilizza illegalmente molte delle mie immagini per i loro poster e sito web. È anche controverso: si tratta di un festival sull’eros e la bellezza e stanno usando la mia immagine “Ragazza con un vestito da ape” di una ragazza minorenne. La maggior parte degli oratori al festival è composta da uomini. Se qualcuno conosce un media che potrebbe voler scrivere una storia su questo, per favore mi contatti. Che schifo assistere ad una flagrante violazione del copyright! Si chiama Festival della Bellezza e stanno usando la mia immagine su Facebook e Instagram oltre che sul proprio sito e sui propri prodotti!

Leggendo le dichiarazioni dell’artista si potrebbe dedurre che la violazione è confermata: sia la normativa italiana, con la Legge 633 del 1941, che il Copyright Act americano del 1976 puniscono questi illeciti, tutelando sia i diritti creativi e morali dell’artista (che non può subire manipolazioni dell’opera senza previa autorizzazione) sia quelli patrimoniali, per cui sarà prevedibile il riconoscimento di un risarcimento.

Nel caso di un procedimento d’urgenza ex. art 700 c.p.c. i legali dell’artista potrebbero addirittura chiedere una rimozione immediata, a spese dell’organizzazione del Festival, di tutto il materiale già pubblicato con le immagini dell’arista indebitamente utilizzate.

Le nostre domande agli organizzatori del Festival della Bellezza

1- Possibile che una manifestazione con fondi così ingenti non avesse la possibilità di pagare un grafico per la realizzazione di un’immagine ad hoc?

2- Nel caso in cui abbiate riconosciuto nell’opera di Maggie Taylor un elemento così importante da dover essere integrato nella comunicazione visiva del Festival, perché non è stata contattata l’artista per chiedere una doverosa autorizzazione?

Probabilmente queste domande rimarranno insolute anche se ci aiutano a raccontare in maniera ancora più evidente come le violazioni di Copyright, anche ad alti livelli, siano all’ordine del giorno.

Vuoi tutelare il tuo Copyright? Scrivici per capire come fare in maniera semplice e veloce!

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10.000 FLASH (MOB) a tutela del diritto d’autore

Intervista ad Anna Abet (TauVisual) del Cordinamento delle Associazioni di Fotografi Professionisti

Suscita notevole interesse la manifestazione 10.000 FLASH PER UN FLASH MOB organizzata in oltre 20 città italiane dal
Coordinamento delle Associazioni di Fotografi Professionisti, che raggruppa oltre diecimila fotografi professionisti in tutta Italia.

A Napoli, i flash dei fotografi illumineranno Piazza San Domenico per tre minuti dalle 22,00 alle 22,03 di martedì 21 Luglio 2020 per supportare la campagna nazionale che vede impegnati oltre 10.000 fotografi in tutta Italia con l’hashtag #IoLavoroConLaFotografia

Anche i fotografi napoletani, documentaristi, fotogiornalisti, di architettura e cerimonialisti, hanno aderito alla campagna che da oltre un mese è presente sui social con le foto marcate da una C di Copyright infranta, per denunciare l’appropriazione indebita che si opera sul web.

Anna Abet – Coordinamento delle Associazioni di Fotografi Professionisti

Quello dell’appropriazione delle foto altrui è una pratica all’ordine del giorno sul web (di cui abbiamo discusso nel format Inner Talks insieme ai fotografi Paolo Manzo e Glauco Canalis) e molto spesso si conosce la possibilità effettiva con cui rivalersi nei confronti della maggior parte degli utenti che effettuano queste violazioni.

La manifestazione 10.000 flash lavora proverà quindi a sensibilizzare l’attenzione del pubblico sulla funzione irrinunciabile della fotografia come mezzo di comunicazione e sul rispetto dei diritti d’autore che ne derivano.

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Addio ai concerti in diretta su Instagram?

Quante volte ti è capitato di assistere ad un concerto in diretta e di trasmetterlo live sul tuo canale Instagram?

Se da un parte la diretta di un concerto aumenta il grado di fama dell’artista trasmesso, dall’altra, secondo le norme internazionali sul copyright, l’avvio di queste dirette potrebbe costituire una violazione dei diritti d’autore.

Ecco come apparirà la notifica di Instagram in caso di presunta violazione del copyright musicale
(foto: Instagram)

Tutto questo perché nella diretta sarebbero inclusi anche i brani (o parte di essi) depositati presso società di collecting (come la SIAE o LEA in Italia) che dovrebbero riscuotere i diritti per OGNI esecuzione del brano, ivi compresa quella riprodotta attraverso un live streaming in 9:16

Da un punto di vista tecnico, il social network invierà una notifica agli utenti per avvisare se con la trasmissione del contenuto in diretta si porrà in essere una violazione del copyright.

In questo caso la notifica di violazione servirebbe ad evitare la sospensione del live e plausibilmente, in caso di ripetute violazioni, la cancellazione dell’account.

Se da un parte, pensiamo ad esempio ad i dj set, il riconoscimento della violazione sarà più o meno automatico grazie all’esatta corrispondenza del contenuto tutelato con quello trasmesso, per i concerti in diretta il discorso cambia radicalmente.

Quali sono le problematiche dei concerti in streaming?

La maggior parte delle esecuzioni dal vivo infatti non corrisponde pedissequamente ai brani depositati e diffusi su piattaforme come Spotify, trattandosi di riarrangiamenti di cui spesso non c’è traccia nei canali di distribuzione ufficiale.

Si pongono quindi interrogativi sia sull’efficacia degli algoritmi sia sulle possibilità di reclamo in caso di errore sull’infringement del copyright.

Il problema non è di poco conto, considerando che le richieste di tutela per eventuali violazioni spesso non hanno risposta e che l’invio di un reclamo (che dovrà essere fatto in lingua inglese) non è di facile stesura per tutti gli utenti iscritti al social network.

Difesa D’Autore

Hanno chiuso il tuo account Facebook o Instagram o un tuo contenuto originale è stato pubblicato su questi social network senza la tua autorizzazione?

Difesa d’Autore può predisporre immediatamente il tuo reclamo, contattaci via email all’indirizzo segreteria@ difesadautore.it

References: https://about.instagram.com/blog/tips-and-tricks/updates-and-guidelines-for-including-music-in-video/

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La liberalizzazione dei diritti connessi

I diritti connessi sono dei diritti collegati al diritto d’autore che sorgono nel momento in cui l’opera musicale viene registrata divenendo un fonogramma.

Il fonogramma (nel gergo tecnico anche denominato “master”), oggetto della tutela autoriale, rappresenta la registrazione, o meglio la prima fissazione dei suoni provenienti da una interpretazione o esecuzione o di altri suoni o di rappresentazioni di suoni, intesa quale bene immateriale incorporata in un supporto.

La durata dei diritti connessi è pari a 70 anni dalla pubblicazione del fonogramma: in assenza di pubblicazione, la durata sarà uguale a 50 anni decorrenti dalla fissazione.

Questi diritti appartengono ad alcune specifiche categorie di soggetti quali:

produttore di fonogrammi: il soggetto che assume l’iniziativa e la responsabilità della prima fissazione di un’esecuzione musicale (di solito case o etichette discografiche);

artisti interpreti ed esecutori: ossia i cantanti ed i musicisti che eseguono una composizione.

La legge sul diritto d’autore (l.633/1941) attribuisce tipologie di diritti connessi differenti a tali ordini di soggetti.
Ai sensi dell’art. 72 della suddetta legge, il produttore di fonogrammi ha diritto esclusivo di autorizzare:

  1. la riproduzione dei suoi fonogrammi;
  2. la distribuzione degli esemplari dei suoi fonogrammi;
  3. il noleggio ed il prestito degli esemplari dei suoi fonogrammi;
  4. la comunicazione al pubblico dei suoi fonogrammi.

Agli artisti interpreti ed esecutori spetta, invece, il diritto di autorizzare:

  1. la fissazione delle loro prestazioni;
  2. la riproduzione della fissazione delle loro prestazioni;
  3. la comunicazione al pubblico delle proprie prestazioni artistiche;
  4. il noleggio o il prestito delle fissazioni delle loro prestazioni artistiche.

Sia i produttori che gli artisti interpreti ed esecutori che hanno partecipato all’incisione del fonogramma hanno diritto ad un compenso per ogni sua utilizzazione (si pensi alla trasmissione in radio o in televisione, all’utilizzo quale colonna sonora di un film o serie tv, alla diffusione in una discoteca, ristorante o qualsivoglia esercizio pubblico).

Le disposizioni relative alla riscossione dei compensi sui diritti connessi sono contenute nell’art. 73 l.d.a. (l. 633/1941) che è stato di recente modificato dalla nuova Legge sulla Concorrenza del 4 agosto 2017 n.124 in materia di diritti connessi al diritto d’autore per la riproduzione in pubblico di opere musicali.

In passato, infatti, l’esercizio dei diritti “connessi” all’utilizzo dell’opera musicale (diritti di sfruttamento economico del brano derivanti dalla sua diffusione al pubblico) spettava esclusivamente al produttore, salvo l’obbligo di ripartire con gli interpreti ed esecutori il compenso che risultava dall’esercizio di tali diritti.

L’attuale formulazione dell’art. 73 l.d.a. prevede, invece, che: «il compenso è riconosciuto, per ciascun fonogramma utilizzato, distintamente al produttore di fonogrammi ed agli artisti interpreti o esecutori…”.

Inoltre, il nuovo comma 2-bis dell’art. 73, novellato dalla Legge sulla Concorrenza, ha chiarito che si tratta di diritti indisponibili, in quanto gli artisti interpreti ed esecutori non possono né rinunciarvi, né cederli a terzi stabilendo che il compenso dovuto agli artisti «non è da essi rinunciabile né può in alcun modo formare oggetto di cessione».

Con la nuova norma viene, dunque, sostanzialmente rimodulata la disciplina dei diritti “connessi”, interrompendo il monopolio di cui prima godeva il produttore di fonogrammi ed eliminando i limiti alla concorrenza tra gli operatori del settore.

COME SI RISCUOTONO I PROVENTI LEGATI AI DIRITTI CONNESSI?

La liberalizzazione nell’ambito della contrattazione dei diritti connessi ha interessato anche l’attività delle collecting societies che rappresentano gli artisti cui è attribuita piena facoltà di riscuotere i compensi dovuti per l’utilizzazione dei fonogrammi senza che sia più necessaria l’intermediazione del discografico.

ARTICOLO A CURA DI CAMILLA MAROTTA